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Terapie

Come usare GcMAF e ottenere i migliori risultati

  • 1. esponetevi al sole ogni volta che potete. Assumete almeno  9.000 UI (225 microgrammi) di vitamina  D al giorno. In un prelievo di sangue i valori corretti di vitamina Ddovrebbero essere 60-80 ng/ml, il che significa circa 150 nmol/l  (moltiplicare per 2.496).  I pazienti che rispondono bene al trattamento con GcMAF hanno in genere alti livelli di vitamina D. A supporto di quanto sopra esposto, è stato osservato che il tasso di riduzione della massa tumorale cala drasticamente all’avvicinarsi dell’inverno.
  • L’80% dei pazienti affetti da tumore,  CFS e HIV hanno bassi livelli di vitamina D (inferiori a 30ng/ml). Un giorno di esposizione al sole fornisce 20.000 UI di Vitamina D. Il GcMAF richiede, per funzionare correttamente, la presenza di livelli normali di vitamina D (40ng/ml+).
  • Analisi di laboratorio hanno dimostrato che il GcMAF è 2.5 volte più efficace in presenza di livelli normali di vitamina D.
  • Non interrompete il trattamento con GcMAF fintanto che i valori di nagalasi non saranno inferiori a 0.62; solo allora il vostro GcMAF endogeno sarà in grado di svolgere correttamente la sua funzione.
  • Se volete accelerare il processo di guarigione, potete:
  • 2. Fare esercizio fisico preferibilmente al sole, respirando profondamente per favorire l’ossigenazione dei tessuti.
  • 3. Bere almeno 2.5 litri di acqua al giorno.
  • 4. Assumere dosi elevate di vitamina C (25.000 UI al giorno) che ha effetti sinergici con il GcMAF. Meglio ancora se, con l’approvazione del vostro medico, potete assumere vitamina C per via endovenosa. In alternativa potete anche assumere 10 g di acido ascorbico (effetti collaterali si osservano solo oltre i 50 g al giorno).
  • 5. Detossificare: vitamina A emulsionata, selenio e vitamina E. Ciò favorisce la rimozione, mediante il sistema linfatico, di prodotti di scarto. Soggetti che non sembrano rispondere al trattamento con GcMAF in molti casi mostrano segni di risposta quando assumono Chlorella con olio di fegato di merluzzo per correggere il rapporto tra vitamina A e D. Ciò porta alla chelazione dei metalli pesanti e favorisce l’assorbimento di minerali eventualmente carenti.
  • 6. Una adeguata nutrizione è essenziale. Sarebbe opportuno valutare il valore dell’indice PINI (Prognostic Nutritional and Inflammatory Index) . Assumere appropriate quantità di lipidi, necessari per il corretto funzionamento del sistema immunitario.
  • 7. Mantenere un pH alcalino assumendo sia un cucchiaino di bicarbonato di sodio in acqua una volta al giorno che passati di verdura come asparagi e broccoli.
  • 8. Alcuni benefici possono essere ottenuti raddoppiando la dose di GcMAF. Non sappiamo se vi è una dose massima di GcMAF da somministrare. Alcuni soggetti hanno assunto una quantità pari a 8 dosi in una sola volta e i risultati sono stati molto positivi. Ma nel caso di ME/CFS, autismo e Lyme, raccomandiamo di iniziare con dosi molto basse di 0.05ml.
  • 9. Il GcMAF funziona meglio in presenza di acido oleico. Si tratta di un olio omega 9 e si trova in abbondanza nell’olio di oliva.
  • 10. Bere tè verde. Per maggiori dettagli vedere:  Cancer cells in vitro research.
  • 11. Assumere Curcumina che è molto efficace nei melanomi e nel tumore della mammella.

 

  • Tra le principali cause di cancro vi sono:
  • troppi zuccheri, nutrizione carente in aminoacidi, carenza di vitamina D, carenza di esercizio fisico, carenza di ossigeno e stress.
  • Evitate cibi che favoriscono la progressione tumorale e i carboidrati che a loro volta sono convertiti in zuccheri; anche patate, fagioli e cereali (tra cui il grano), contenendo lectine e pesticidi, possono avere un ruolo negativo nel cancro. Evitare latte di soia che blocca l’assorbimento di oligoelementi.
  • Alcuni dolcificanti come l’aspartame deprimono il sistema immunitario.  http://www.wnho.net/splenda_chlorocarbon.htm.
  • Un dolcificante naturale a basso indice glicemico è lo Stevia, estratto da una pianta al quale sono aggiunte solo piccole quantità di maltodestrine a scopo commerciale. Un altro tipo di dolcificante che è possibile usare è la saccarina.

 

Tumore della mammella: se avete delle cure dentarie canalari fatele rimuovere (per maggiori dettagli vedi la nostra home page, al centro a sinistra).  

Evitare molibdeno che favorisce la crescita delle cellule tumorali. Il molibdeno si trova soprattutto nei legumi tra cui i fagioli, i piselli, le patate e i semi di soia. Anche la frutta secca, le verdure a foglia, il grano e il riso contengono abbondanti quantità di molibdeno.

Il latte contiene estrogeni che possono favorire lo sviluppo del tumore dell’utero e in misura minore del tumore della mammella.

Tumori al IV stadio

Un sistema immunitario rafforzato mediante GcMAF è molto più efficace nel trattamento di  tumori al I e II stadio.

Nei tumori al IV stadio le cellule tumorali sovrastano l’azione del sistema immunitario. Il GcMAF esercita diverse azioni direttamente sulle cellule tumorali. La sua emivita è di 3 giorni e come fattore di attivazione  dei macrofagi ha una emivita di 5 giorni (la emivita dei macrofagi è di 6 giorni);  risulta pertanto molto importante aumentare la dose di GcMAF iniettandolo in diverse parti del corpo due volte alla settimana, meglio se quattro volte alla settimana.

Non tutto funziona sempre ed  è possibile che qualcosa non funzioni su di voi. In tal caso potreste pensare di aggiungere:  vitamina B 17  e zinco così come aumentare i sistemi di trasporto della vitamina B17. L’alimentazione è fondamentale.

Se dovete sottoporvi ad un intervento chirurgico fatelo avendo cura di avere iniziato il trattamento con GcMAF da almeno 3 settimane in modo tale da rinforzare il sistema immunitario e impedire che le cellule tumorali che potrebbero staccarsi dal tumore durante l’intervento si localizzino in altre regioni del corpo. Continuate l’assunzione di GcMAF per almeno 8 settimane dopo che i livelli di nagalasi saranno scesi al di sotto di 0.65.

ME/CFS

Siamo ottimisti nei confronti degli effetti promettenti della Bromelina e Papaina nel rimuovere il biofilm dai virus così da consentire al sistema immunitario, una volta ricostituito, di svolgere correttamente le sue funzioni. LDN (Low Dose Naltrexone) può bloccare l’effetto del GcMAF.

Il GcMAF è efficace nel ripristinare la corretta funzionalità del sistema immunitario e pertanto nel combattere malattie causate da virus. Molte persone restano sorprese che l’iniezione di GcMAF non sia un evento traumatico. Il GcMAF può essere conservato in congelatore a -20°C per quasi 10 anni. Non deve essere scongelato e ricongelato. Dopo il primo utilizzo può essere conservato per 8 settimane a + 4 °C, ovvero alla temperatura che normalmente si genera in un frigorifero da cucina.

Ogni flaconcino di GcMAF contiene 2.2 ml, abbastanza per 8 iniezioni, ciascuna da 0.25ml, da effettuare una volta alla settimana.  Un trattamento per tumori al I o II stadio ha in genere la durata di 32 settimane, per tumori al IV stadio 48-75 settimane (nel caso vogliate raddoppiare la dose fate una iniezioni ogni 3 giorni). I bambini affetti da autismo dovrebbero iniziare con dosi di 0.05ml.

Acquistate per circa € 2.5 una confezione di 10 siringhe da Insulina ciascuna da  0.3ml (1/3 di ml). Sono molto facili da trovare in farmacia dato che sono regolarmente usate dai diabetici.

L’iniezione in genere si effettua intramuscolo e la zona più semplice da iniettare è il bicipite, nella parte alta del braccio, tra la spalla e il gomito. L’iniezione può anche essere sottocutanea. Non effettuate l’iniezione nel tessuto adiposo. La somministrazione per via endovenosa garantisce che il GcMAF giunga velocemente in circolo ma questo tipo di iniezione deve essere effettuata da un medico.

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Prima di tutto scartate la siringa e posizionate l’ago cioè premete l’ago sulla siringa; talvolta è necessario, per collocare correttamente l’ago, fargli fare una piccola rotazione in senso orario.

Assicuratevi che lo stantuffo sia tutto in basso, verso il fondo della siringa.

Agitate gentilmente il flaconcino  in vetro di GcMAF senza togliere la guarnizione grigia presente sul tappo.

Premete la siringa finchè l’ago non ha perforato la guarnizione, ruotate il flaconcino e l’ago in modo che il  flanconcino sia a capo verso il basso con l’ago inserito al suo interno e la punta dell’ago completamente immersa nel GcMAF.

Tenete bene la siringa tra le dita quindi tirate lo stantuffo indietro fino al segno che sulla siringa corrisponde a 0.3; adesso il GcMAF sarà entrato nella siringa; se c’è aria nella siringa accertatevi di rimuoverla.

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Tenendo l’ago nel flaconcino, con il flaconcino a capo verso il basso così da non sprecare il GcMAF, spingete lo stantuffo verso il flaconcino fino al segno corrispondente sulla siringa a 0.25; in questo modo l’aria dovrebbe essere stata eliminata. Se ciò non fosse avvenuto ripetete il processo finchè non avrete 0.25 ml di GcMAF nella siringa, senza aria.

A questo punto estraete la siringa dal flaconcino.

Pulite la pelle nella zona dell’iniezione con dell’antisettico; se siete allergici agli antisettici potete evitare questo passaggio. La cute nella zona di iniezione dovrebbe essere comunque pulita.

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Il modo più semplice di effettuare l’iniezione è quella di inserire l’ago a 45 gradi nella pelle, obliquamente. Sarete sorpresi di quanto poco dolorosa sia questa procedura. Spingete l’ago finchè i ¾ dell’ago non sono inseriti nella pelle quindi lentamente spingete lo stantuffo tutto in una volta. Quando siete certi che lo stantuffo è giunto a fine corsa estraete la siringa dalla pelle.

Ecco fatto. Riponete l’ago nella sua custodia e smaltitelo in modo adeguato.

Non avrete alcun gonfiore nella sede di iniezione né mal di testa in quanto il GcMAF è sterile e quindi non contiene batteri. Per ulteriori informazioni sugli effetti collaterali consultate la sezione “Side effects”  (Effetti collaterali) sulla sinistra nella nostra homepage.

2-4 ore dopo l’iniezione potrete sentirvi stanchi; questo sintomo indica che il vostro sistema immunitario sta iniziando a rispondere al GcMAF. Se il vostro sistema immunitario è debole potranno occorrere diverse settimane prima di arrivare a questo stadio. Talvolta questa sensazione di stanchezza può anche non manifestarsi.

Nello 0.3 % dei casi il GcMAF può determinare una eccessiva produzione di istamina da parte del sistema immunitario. In tal caso i sintomi potranno essere ridotti con l’assunzione di anti istaminici comunemente reperibili in commercio. Il GcMAF per funzionare correttamente necessita di normali livelli di vitamina D; assumete almeno  6.000 UI al giorno di  vitamina D. Sia la vitamina  C in quantità elevate che una alimentazione a basso contenuto di carboidrati concorrono ad ottimizzare l’effetto del GcMAF.

Se potete, evitate terapie che alterano la funzionalità del sistema immunitario. Potete trovare un elenco completo su http://GcMAF.eu

Ricordatevi di non congelare il GcMAf a meno che non abbiate intenzione di non utilizzarlo per almeno diverse settimane.

Non vi è niente di specifico che deve essere evitato durante l’assunzione del GcMAF.

Infatti nel mondo vi sono 6 miliardi di persone che hanno nel loro corpo il GcMAF per cui potete tranquillamente assumere quello che volete esattamente come fanno tutti gli altri.

Tuttavia vi sono contro indicazioni per il vostro sistema immunitario che state cercando di rafforzare. Non assumete farmaci a meno che non ve ne sia la necessità.

Quindi, per il benessere del vostro sistema immunitario

Dovreste assumere tutti i supplementi che rafforzano in qualche modo il sistema immunitario ed evitare tutto quello che lo indebolisce per non rischiare di annullare tutti gli effetti positivi del GcMAF.

LDN sembra bloccare l’azione del GcMAF.

L’assunzione di eparina (a scopo anticoagulante) può completamente bloccare l’azione del GcMAF.

Aspartame, uno dei più diffusi dolcificanti,  può interferire negativamente con la microflora intestinale e ridurre l’efficacia del vostro sistema immunitario.

Tutti i tipi di Corticosteroidi  (Prednisolone, Prednisone, Betapred, Solu-Cortef, Solu-Medrol etc) interferiscono negativamente con l’azione del GcMAF per cui, se possibile, andrebbero evitati.

Farmaci anti- infiammatori dovrebbero essere evitati (Ibuprofene, Dilofenal, Celebrex Aspirin ecc. dovrebbero essere assunti con moderazione).

Sebbene le evidenze siano scarse, sembra che il GcMAF riduca gli effetti collaterali di sostanze citotossiche e chemioterapia (Cyclophosphamide (Sendoxan) Etoposide (Vepesid) Metotrexat, Taxotere, Taxol, Navelbine etc etc).

Radioterapia.

Morfina e suoi analoghi (Morfin, Tramadole, kodeine, Fentanylplasters, Oxynorm, Oxycodon etc) sembrano interferire negativamente con l’azione del GcMAF; se necessario assumere buprenorphine.

Il professor Yamamoto sostiene che anche i beta bloccanti (seloken, Selo-Zok etc) possano interferire negativamente con l’azione del GcMAF.

Carragenina (Chocomel) può bloccare l’attività dei macrofagi. Questa sostanza è nota anche come E407 o E407a.

Tenete presente che nell’uomo, alti livelli di cortisolo possono causare una importante riduzione del testosterone; ciò può determinare riduzione della libido, aumento di peso, aumento dei livelli di colesterolo e trigliceridi.

“Cibo” per il sistema immunitario (e per il sistema nervoso)

Il Dott. Tomas Tallberg, Medico, direttore del Helsinki Institute for Bioimmunotherapy, ha pubblicato numerosi lavori scientifici negli ultimo 40 anni che dimostrano l’importanza dei lipidi per il ripristino di un buon sistema immunitario e sistema nervoso centrale,  specialmente nei casi di soggetti affetti da cancro e autismo.

Egli afferma che difficilmente avrete possibilità di guarigione se seguite una alimentazione da fast food, vegana, vegetariana o a base di cibi molto lavorati.

Il sistema immunitario e il sistema nervoso centrale hanno bisogno di  essere nutriti con il giusto apporto di aminoacidi e lipidi.

Una alimentazione anticancro si basa su una dieta chetogenica con alti livelli di lipidi e proteine ma pochissimi carboidrati. Questo tipo di dieta si è dimostrata molto efficace nel prevenire l’insorgenza del cancro e nel ridurne la progressione (Cancer Research, 2011, 71: 4484-4493; Nutrition and Metabolism, 2011, 8:75; Nutrition and Metabolism, 2011, 8:54). Il suo obiettivo principale è quello di ridurre il contenuto di Glucosio nel sangue evitando picchi insulinici. Nel trattamento e nella prevenzione dei tumori un altro parametro da tenere sotto controllo è l’infiammazione. Il contenuto di proteine egli indici infiammatori dovrebbero quindi essere costantemente tenuti sotto controllo per la prevenzione e il trattamento del cancro.

 

La pappa reale blocca la secrezione di citochine da parte dei macrofagi

 

Nota dell’Editore: le citochine proinfiammatorie sono il risultato di una anomala attività del sistema immunitario e possono determinare stanchezza e perdita di peso. Lo studio descritto sotto indica che la Pappa Reale potrebbe contrastare questi effetti e contribuire a migliorare la qualità di vita. La Pappa Reale inibisce la produzione di citochine proinfiammatorie da parte dei macrofagi attivati.


In questo studio  abbiamo esaminato l’azione anti infiammatoria della Pappa Reale a livello di citochine. Quando il sopranatante della Pappa Reale è aggiunto ad una coltura di macrofagi peritoneali murini  stimolati con lipopolisaccaride e IFN-gamma, la produzione di citochine pro infiammatorie come TNF-alpha, IL-6 e  IL-1 è significativamente inibita in modo dose dipendente senza alcun effetto citotossico sui macrofagi. Ciò suggerisce che la Pappa Reale contiene fattori responsabili della soppressione della produzione di citochine  pro  infiammatorie. Questo fattore è stato definito  Fattore anti infiammatorio derivato dalla Pappa Reale (HBRJ-AIF); ulteriori studi chiariranno gli aspetti molecolari del suo meccanismo d’azione. Studi di frazionamento hanno dimostrato che  HBRJ-AIF è composto da sostanze a basso peso molecolare (30 kDa). L’analisi cromatografica ha messo in evidenza che MRJP3 è uno dei candidati ad alto peso molecolare di HBRJ-AIF. Pertanto questi risultati suggeriscono che la Pappa Reale ha una azione anti infiammatoria mediante l’inibizione della secrezione di citochine pro infiammatorie da parte dei macrofagi attivati.

 

Fonte: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14745176

 

Suppression of allergic reactions by royal jelly in association with the restoration of macrophage function and the improvement of Th1/Th2 cell responses

Hideki Oka, , a, Yutaka Emoria, Naomi Kobayashia, Yoshiro Hayashia and Kikuo Nomotob

Questi risultati suggeriscono che la Pappa Reale possa sopprimere la produzione di IgE antigene specifiche e il rilascio di istamina dai mastociti in associazione con il ripristino della funzionalità dei macrofagi e miglioramento del rapporto Th1/Th2 nei topi DNP-KLH.

  • Per favore tenete presente che siamo scienziati e produttori ma non medici e se ritenete opportuno sospendere il trattamento con GcMAF o consultare un medico fatelo senza indugio. NON vi suggeriamo di interrompere alcuna terapia fondamentale per la vostra salute. Se siete sotto stretta terapia farmacologica, consultate il vostro medico prima di apportare alcuna variazione al vostro regime terapeutico.
  • Se siete un paziente in trattamento con GcMAF, controllate regolarmente il nostro sito per avere aggiornamenti.
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