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Autismo

85% di rispondere e il 15% hanno il loro autismo debellata.

Il Dott. Jeffrey Bradstreet  ha trattato con il GcMAF più di 1.500 bambini affetti da autismo con i seguenti risultati: l’85% dei pazienti ha risposto alla terapia e di questi,  il15% è andato incontro ad una completa guarigione.

Il Dott. Bradstreet ha pubblicato questi dati: “Initial Observations of Elevated Alpha-N-Acetylgalactosaminidase Activity Associated with Autism and Observed Reductions from GC Protein—Macrophage Activating Factor Injections”

Vi sono evidenze che l’autismo possa essere causato dalla carenza di lipidi e dalla presenza di mercurio nei vaccini; un tribunale italiano ha risarcito con €178.000 una famiglia il cui figlio ha contratto l’autismo dopo avere effettuato la vaccinazione MMR.

E’ possibile che l’uso dei vaccini alteri in qualche modo il sistema immunitario con conseguente attivazione dell’enzima  nagalasi che, a sua volta, impedisce la corretta formazione di GcMAF endogeno.

E’ stato ipotizzato che nella eziologia dell’autismo possano giocare un ruolo decisivo infezioni virali a carico del sistema nervoso e dell’apparato digerente. In una piccola percentuale di bambini tuttavia non sono state riscontrate infezioni virali di alcun tipo e questo potrebbe spiegare il motivo per cui la somministrazione di GcMAF in questi soggetti probabilmente non sarebbe di alcun aiuto. Nella maggior parte dei casi, in cui le infezioni virali sono presenti, si osserva una risposta al trattamento con GcMAF e nel 15% dei soggetti, in cui le infezioni virali giocano un ruolo chiave, il GcMAF determina una completa guarigione.

I bambini iniziano a rispondere al trattamento con GcMAF dopo 5 settimane; se non vi sono miglioramenti entro 16 settimane è possibile che le infezioni virali non abbiano un ruolo determinante nella eziologia della malattia. Nel caso vi sia una risposta positiva al trattamento con GcMAF è opportuno proseguire la terapia per 24 settimane oppure per 8 settimane dopo la completa remissione.

Il nostro GcMAF semplicemente ricostituisce il sistema immunitario che a sua volta diventa in grado di combattere le infezioni virali associate all’autismo. Spesso, i primi segni di miglioramento si osservano nelle prime settimane di trattamento. Nei bambini è raccomandabile iniziare il trattamento con GcMAF con una dose di 0.02 ml alla quale può seguire una dose di 0.03 ml entro 3 giorni in modo da arrivare prima possibile ad una somministrazione di 0.1 ml alla settimana. E’ importante assicurarsi che il bambino assuma abbastanza lipidi; è inoltre raccomandata l’assunzione di vitamina Ddopo  8 settimane. Per maggiori dettagli vi preghiamo di leggere quanto sotto riferito dal Dott. Antonucci.

Negli ultimi 6 mesi ho raccolto dati da 94 famiglie che hanno utilizzato il GcMAF per il trattamento dell’autismo nei loro figli e nel complesso i risultati sono molto incoraggianti.
L’età dei bambini trattati va dai 3 ai 15 anni (tranne un soggetto che ha 21 anni). Di questi, 83 hanno mostrato miglioramenti significativi, 7 non hanno mostrato alcun miglioramento e in 4 bambini sono stati osservati effetti collaterali.

Il trattamento iniziale ha previsto l’utilizzo di 0,01-0,02 ml di GcMAF (il GcMAF si presenta in piccole bottigliette da 2,2 ml ed è iniettato mediante siringhe da insulina da 0.5 ml) al quale ha fatto seguito un aumento, ogni settimana, di 1 unità, fino al raggiungimento di una dose di 8-25 unità, a seconda del peso corporeo e della risposta individuale al trattamento.

I genitori hanno notato i primi segni di miglioramento a partire dalle prime 2-3 settimane di trattamento; il trattamento è proseguito aumentando la dose fino al punto in cui non sono stati osservati ulteriori miglioramenti o finchè non sono comparsi effetti collaterali come iperattività, atteggiamento di sfida o comportamenti negativi.

Abbiamo osservato che non vi è alcuna specifica associazione tra il peso corporeo e il dosaggio somministrato. Infatti bambini di 20 kg hanno tollerato bene dosaggi fino a 15-18 unità mentre ragazzi di più di 45 kg hanno mostrato miglioramenti soddisfacenti già al dosaggio di 7-8 unità.

Anche in presenza di effetti collaterali, alcuni genitori hanno comunque deciso di proseguire la terapia per ulteriori 2-3 settimane; quindi hanno nuovamente aumentato la dose. In questo modo sono stati in grado di controllare e di evitare effetti collaterali ottenendo allo stesso tempo dei buoni risultati. Tale apparente contraddizione può essere spiegata considerando che i sintomi riscontrati possono essere dovuti alla stimolazione del sistema immunitario; una volta raggiunto un nuovo equilibrio è più facile indurre una successiva fase di attivazione del sistema immunitario.

I miglioramenti riferiti più di frequente riguardano le capacità cognitive: attenzione e focus, capacità di apprendimento e comprensione, recettività e attenzione all’ambiente circostante e alle persone, comprensione del linguaggio (comprensione di frasi nuove e complesse da parte di adulti e genitori), espressione del linguaggio (capacità a pronunciare le prime parole o aumento del numero di parole utilizzate, miglioramento delle imitazioni, della fluidità del linguaggio), capacità di socializzazione (desiderio di interazione e di comunicazione con i coetanei). Infine i genitori hanno anche riferito miglioramenti del comportamento come minore iperattività, riduzione dei comportamenti stereotipati, maggiore cooperazione e arrendevolezza.

I 4 bambini in cui si sono avuti effetti collaterali hanno mostrato un aumento della iperattività, agitazione e aggressività anche a basso dosaggio; tali manifestazioni sono completamente scomparse una volta interrotto il trattamento. E’ interessante notare che i comportamenti aberranti che migliorano con il trattamento con GcMAF sono anche gli stessi che si aggravano nei bambini in cui si sono verificati effetti collaterali.

Caso 1
M. 6 anni, maschio, 30 kg, diagnosi di autismo. 15 unità/settimana di GcMAF. 12 settimane di trattamento.
Aumento dell’attenzione e delle capacità percettive; aumento della imitazione verbale e appropriato uso spontaneo delle parole, aumento del numero di parole utilizzate correttamente (da 2-3 parole a 40). Miglioramento della pronuncia e della capacità di articolazione delle parole. All’aumentare della dose solo rari episodi di aggressività.
Caso 2
R. 6 anni, 20 kg, diagnosi di disturbi dello spettro autistico. 10 unità/settimana di GcMAF per 20 settimane.
Molto più cooperativo e obbediente, ricettivo, linguaggio completamente fluido, capacità di apprendimento fortemente migliorata. Aggressività e comportamenti negativi del tutto scomparsi.
Caso 3
C. 15 anni, maschio, 46 kg. Diagnosi di autismo con disordine ossessivo compulsivo. 18 unità/settimana di GcMAF per 24 settimane.
Significativa riduzione dei comportamenti ossessivo-compulsivi (reagiva in modo bizzoso allo spostamento di qualunque oggetto nella stanza). Aggressività completamente scomparsa.
Caso 4
P. 7 anni, 25 kg, diagnosi di autismo. 17 unità/settimana di GcMAF per 16 settimane di trattamento.
Iperattività completamente scomparsa, aumento dell’attenzione e del focus, aumento delle funzioni cognitive e dell’apprendimento, capacità di seguire le attività come i suoi coetanei. Migliorata la pronuncia e la articolazione delle parole e delle frasi. Più rispettoso dei ruoli sia a scuola che a casa.
Caso 5
F. 21 anni, 103 kg, diagnosi di  autismo. 10 unità/settimana di GcMAF, 10 settimane di trattamento.
Risvegli con grida e aggressività significativamente diminuiti fino a risvegli senza agitazione ed aggressività. Impulsività e aggressività durante il giorno del tutto scomparse. Questi miglioramenti hanno consentito ai genitori di interrompere farmaci psicotropi che il ragazzo assumeva da anni.

NB: questo report non ha il valore di una prescrizione o di una raccomandazione medica e noi suggeriamo vivamente di rivolgervi al vostro medico prima di iniziare una terapia con GcMAF o con qualunque altra sostanza per il trattamento dell’autismo e dei disordini correlati.  1 Giugno 2012.

Dott. Nicola Antonucci
Laureato in Medicina e Chirurgia all’università di Bari, Italia, nel Giugno 2000. Specializzato presso la stessa università in Psichiatria nel Gennaio 2005. Durante gli anni di specializzazione diventa membro del  “Gruppo di Neuroscienze Psichiatriche” e lavora nel campo della risonanza magnetica nucleare funzionale e spettroscopia applicate a soggetti affetti da schizofrenia.
Dall’Ottobre del 2006, quando alla figlia viene diagnosticata una situazione di disturbi dello spettro autistico (ASD), inizia a lavorare nell’ambito del trattamento biomedico dell’ASD sfruttando le competenze dell’ Autism Research Institute – San Diego (CA). Segue corsi medici per parecchi mesi  presso il “The Rimland Centre – Lynchburg (VA)” sotto la supervisione del Dott. E. Mumper. Continua tuttora a seguire tali corsi e partecipa ad incontri scientifici presso l’ “Autism Research Institute”.
Attualmente è direttore del  Centro Biomedico per le ricerche ed il trattamento dell’autismo a Bari, Italia e lavora in diverse città italiane come pure in diversi altri Paesi occupandosi esclusivamente di bambini affetti da autismo. Nel 2010, in collaborazione con il Dott. Dario Siniscalco, della Seconda Università di Napoli, fonda un gruppo di ricerca che si occupa dello studio delle alterazioni molecolari e cellulari nell’autismo. Tale gruppo di ricerca sta conducendo diversi trial ed ha pubblicato alcuni lavori su riviste internazionali nel campo dell’autismo.

Dott. Dario Siniscalco

Laureato in Chimica all’Università di Napoli  “Federico II”, Italia nel  Marzo del 2000. Specializzato in Scienze farmacologiche alla Seconda Università di Napoli, Italia nel Dicembre 2004. Completa la sua formazione in neuropatologia presso la University of Alabama at Birmingham, USA, prima di unirsi allo staff della Seconda Università di Napoli nel 2006. E’ membro delle seguenti Società Scientifiche: Associazione europea Scienze Chimiche e Molecolari, Ordine dei Chimici della Campania, Consiglio Nazionale per la Chimica, Centro di Ricerca sulle cellule staminali, Società Italiana di Farmacologia e Cell Death Group Research della University of Alabama at Birmingham, USA. Il suo campo di ricerca riguarda l’uso delle cellule staminali mesenchimali nella terapia delle malattie neurodegenerative.  E’ autore/ coautore di 35 pubblicazioni scientifiche e 5 capitoli di libri. Ha presentato i suoi risultati a 80 congressi nazionali ed internazionali. Nel 2010, con il dott. Nicola Antonucci, ha fondato un gruppo di ricerca dedicato alle modificazioni cellulari e molecolari dei disturbi dello spettro autistico. Tale gruppo di ricerca sta conducendo diversi trial ed ha pubblicato alcuni lavori su riviste internazionali nel campo dell’autismo.

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